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'E’ vero ma non ci credo'

Vangelo (Gv 20,19-31)
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome. 

Il commento di Michele Cuttano, diacono
Ci sono situazioni di vita concreta che ci obbligano a rimanere con i “piedi per terra”!
L’esperienza della Pasqua purtroppo per noi cristiani rimane spesso legata ai banchi della Chiesa.
Fuori, nel mondo, con gli amici, neanche a parlarne!
Vero?
D’altronde come si fa?
Sono tempi pieni di confusione, di incertezze, contraddizioni.
Faccio alcuni esempi che sono banali e nello stesso tempo drammatici.
Si fanno le elezioni e alla fine non sai chi cavolo ha vinto e deve governarci;
Abbiamo fatto tanto (e sperato tanto) di avere una grande nazione chiamata Europa, una moneta stabile che desse benessere, sicurezza…
Alla fine stiamo rimpiangendo i tempi della piccola e indifesa “liretta”, magari ce la cavavamo meglio. 
“Esportiamo” la “democrazia” con le guerre, torturiamo i prigionieri e abbiamo la pena di morte… 
Per non parlare della cronaca cosiddetta “nera”…:
Storie di disperazione;
La quotidiana violenza nei confronti delle donne;
Scalate nel mondo dell’economia, con i soldi dei sacrifici altrui;
Pizzini di insospettabili e cooperative antimafia con mafiosi come capi;
I giovani che hanno bisogno di lavoro, di progettare un futuro ed i lavori che gli vengono offerti sono tutti a termine;
Chi deve alzare la voce e gridare la verità si rintana e chi “non ha pagato il biglietto” fa la voce grossa; 
Potrei continuare per pagine e pagine.   
Così può capitarci a volte di avere dei dubbi…

“Pace a voi”    
Sì, Gesù ci attacca dicendoci: “Pace a voi”.
E’ proprio di Pace che hanno bisogno i nostri cuori.
Non una pace frutto di compromesso, una pace mercificata, finalizzata all’economia, allo sfruttamento.
Abbiamo bisogno della Pace di Gesù, 
Della Pace che nasce dalla Croce di Cristo!

“Detto questo, mostrò loro le mani e il costato”.
C’è la vera è unica pace che nasce dall’amore, un amore che è donazione totale, l’amore della Croce.
Se vuoi costruire la Pace, dice il mondo, preparati alla guerra.
Dio, l’unico vero Dio, ci dice che se vuoi la Pace ama, ama anche salendo sulla Croce.
La Croce è il trono del nostro Dio, la Croce è il trono del cristiano.
Certo in ogni epoca ci saranno gli increduli, ogni epoca ha dei San Tommaso che dubitano, sono scettici, vogliono toccare con mano, vedere.
C’erano al tempo di Gesù che non c’era la televisione…, figurati ai tempi nostri dove esisti solo se appari! Lo sai che c’è?
C’è che io, a San Tommaso, gli bacerei le mani, la fronte e pure i piedi.
A causa della sua incredulità, della sua faccia tosta, ha fatto pronunciare a Cristo una “Beatitudine” che è proprio per me e per te, caro fratello del ventunesimo secolo:
Gesù gli disse: “Perché hai veduto hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!”
Uè, embè, noi siamo, potenzialmente, quei beati!
Siamo beati se amiamo, se viviamo la nostra fede da risorti, amando, donandoci al nostro prossimo.
E’ dura, vero?
Sì, è inutile dire bugie, è dura!
Ma sai com’è, Cristo si mette vicino ai suoi apostoli e li guida, li consola, li sostiene, li ammaestra, li aiuta a salire sulla Croce per amore.
Così ha fatto con i suoi primi amici che Lui stesso si è scelto.
Fa così, anche con noi oggi.
Crediamoci, Lui non ci lascia mai soli, Lui fa crescere dei fiori anche nel deserto delle nostre esistenze.
Però, attenzione, Gesù per stare accanto a coloro che sono disperati, che hanno perso il senso della vita, che non sanno in che direzione andare… si serve di persone concrete. 
Queste persone concrete sono i sacerdoti e tutti i cristiani. Frequentando certi ambiti mi sto rendendo conto che sta abbondando una cattiva pianta: INDIFFERENZA!
Che tristezza in riscontrare in certi gruppi nella Chiesa come sia imperante l’indifferenza.
Portare la Pasqua nei propri contesti quotidiani significa proprio sconfiggere questa mala pianta!  

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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