11/04/2018 11.31.07

I premiati alla Festa della Polizia

Ci sono anche due lucerini tra i premiati durante la festa della Polizia di Stato, celebrata ieri a Foggia alla presenza delle massime autorità civili e militari di Capitanata, e di don Luigi Ciotti.
Tra i riconoscimenti assegnati figura l’encomio solenne conferito agli assistenti capo Alfonso Mastrangelo e Ciro Montepeloso, poiché il 15 ottobre 2015 sono stati protagonisti di un coraggioso ed efficace intervento di soccorso e salvataggio di quattro persone rimaste intrappolate in due automobili sulla provinciale per San Giusto, a causa della tracimazione di un torrente che aveva interrotto la circolazione stradale.
L’occasione è stata utile anche per diffondere e commentare il bilancio delle attività del Corpo composto da 825 persone, presentato dal questore Mario della Cioppa che ha evidenziato soprattutto tre elementi: l’aumento delle attività di controllo e presenza sul territorio della provincia suddiviso in cinque macro aree gestite da componenti interforze, quindi in collaborazione con carabinieri e Guardia di finanza, il potenziamento dei gruppi investigativi dislocati nei singoli commissariati cittadini, il rilancio delle misure previste nel codice antimafia, specie con l’aggressione ai patrimoni frutto di attività criminali, lo sforzo di vicinanza nei confronti della popolazione.
In particolare riguardo al commissariato di Lucera, resta sostanzialmente stabile il numero delle persone arrestate nell’ultimo anno (4) e quelle denunciate (74), mentre aumentano le persone (3.673) e i veicoli (2.478) controllati.

Il questore di Foggia Mario della Cioppa

“La percezione della gente non corrisponde alla proiezione del dato reale – ha affermato il questore - segno evidente che tanto ancora è necessario fare per affermare un sistema di sicurezza che coniughi perfettamente il dato con la percezione, specie in una realtà come quella di questa provincia dove, non raramente, si piega la testa, accettando la prevaricazione. Molti parlano di omertà, io voglio aggiungere che molto spesso si tratta anche di paura e noi abbiamo l’obbligo di proporre un’azione sempre efficace ma soprattutto tempestiva che affranchi dalla paura chi ce l’ha e lo sospinga verso quella rivoluzione culturale che rappresenta importante strumento per battere le mafie. Ci vorrà tempo, ne siamo assolutamente coscienti, ma garantiamo la massima determinazione ed impegno perché ciò accada”.

r.z.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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