11/05/2018 11.22.41

Il Consiglio dei tavolini troppo ‘distanti’

La questione dei tavolini in Piazza Duomo e dintorni ha occupato una bella fetta della discussione nell’ultimo Consiglio comunale, argomento che in effetti andava analizzato sia dal punto di vista politico che giuridico.
In realtà dopo circa un’ora e mezza di dibattito, le posizioni sono rimasti distanti. La maggioranza dichiara di voler e dover ossequiare alle esplicite richieste della Soprintendenza che afferma di aver diritto ad esprimere un parere sulle installazioni esterne ai locali, e il consigliere Giuseppe Bizzarri invece sostiene che l’ufficio foggiano non ha titolo per esprimere tale pronunciamento, sia perché negli ultimi anni a Lucera non è stato mai richiesto ma anche perché ci sarebbero sentenze del Consiglio di Stato che escludono tale competenza. 
Sul fronte politico, dalla minoranza è stato invocato un maggiore impegno dell’Amministrazione Tutolo “a difesa” delle posizioni degli esercenti, ma la risposta è stata perentoria. 
“Non possiamo e dobbiamo fare la guerra con la Soprintendenza – ha affermato il sindaco Antonio Tutolo – anche perché ci sono già stati dei provvedimenti autonomi che hanno avuto efficacia”.
In effetti proprio Bizzarri è tra quelli che addirittura hanno messo in dubbio il contenuto di un comunicato diffuso dai carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale in cui vengono riportate le iniziative adottate due mesi fa nei confronti di diversi esercenti, con denunce penali, sanzioni pecuniarie e sostanziale azzeramento delle attività espositive in pieno centro storico, con contestazioni che vanno “dall’abusiva occupazione delle aree demaniali all’inosservanza delle misure di protezione e fruizione dei beni culturali, che subordinano alle valutazioni di compatibilità del Soprintendente la destinazione all’esercizio del commercio degli spazi pubblici aventi valore storico, artistico e paesaggistico”.
Comunque sia, praticamente tutti gli esercenti hanno presentato le nuove e rispettive richieste di autorizzazione al Comune, poi tutte inoltrate alla Soprintendenza per il relativo parere (e per qualcuna è già arrivata anche la risposta), ma nel frattempo resta sempre la questione “debito tributario”, il vero scoglio da superare perché subordinato al rilascio della nuova licenza per sedie e tavolini. 
Alcuni operatori maggiormente esposti avrebbero manifestato la disponibilità, mediante dilazione di pagamento e presentazione di apposita fideiussione, ad adeguarsi per il passato, mentre per il presente il nuovo versamento sarebbe stato richiesto tutto in anticipo, così da evitare le “dimenticanze” che hanno fatto aprire un buco di 40 mila euro solo in questo ristretto settore legato alla tassa sull’occupazione del suolo pubblico.

r.z.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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