22/05/2018 12:07:16

Tutolo incatenato al tribunale

Richiama attenzione dal ministero per la manutenzione ordinaria, e fa appello al presidente Mattarella affinché il Palazzo di giustizia di Lucera sia preservato da un degrado sempre più dannoso.
Da questa mattina nuova clamorosa protesta del sindaco di Lucera Antonio Tutolo che si è incatenato al cancello di ingresso dell’edificio settecentesco, denunciando l’inerzia delle istituzioni. Da quasi cinque anni, quando nel settembre 2013 il tribunale di Lucera è stato formalmente soppresso, l’immobile (di proprietà del Comune) è rimasto nella disponibilità del ministero che lo sta usando solo come deposito di materiale e mobilio vario. In tutto questo periodo, però, nulla è stato fatto in tema di manutenzione, tanto che tra corridoi, uffici e aule si registrano piccoli crolli, infiltrazioni di acqua dal secondo piano, numerosi distacchi di intonaco e affreschi messi in pericolo da umidità e polvere.
Per di più, al suo interno, comunque custodito, si contano ancora migliaia di scatoloni con fascicoli, circolari e documenti giudiziari abbandonati, materiale informatico ancora intatto, e suppellettili accatastate senza salvaguardia di quelle di pregio. 
Nel frattempo la corrispondenza tra Comune e tribunale di Foggia si è fatta tesa e serrata, con diffide e risposte piccate: l’Amministrazione Tutolo che reclama interventi strutturali da parte del ministero, mentre le risposte parlano di “manutenzione straordinaria di competenza della proprietà”.

Un crollo al primo piano, davanti all'ex aula delle udienze del giudice per le indagini preliminari

“In questi anni, nonostante i miei ripetuti solleciti – ha detto Tutolo - nessuno è intervenuto a fare la manutenzione dovuta per legge ad un edificio di riconosciuto interesse storico-artistico. Quell'immobile è di proprietà comunale e nulla percepiamo per l'uso di quello stabile di rilevanza storica e artistica. Oggi ci sono danni ma la struttura è ancora recuperabile con interventi puntuali e mirati. È mio dovere difendere un bene di nostra proprietà. È un mio dovere morale. Dal ministero nessuna risposta è giunta. Al Tribunale di Foggia se ne sono lavati le mani. Evidentemente pensano di poter utilizzare come deposito un nostro immobile di grande pregio storico senza pagar nulla e non facendo nemmeno la manutenzione per conservarlo. E’ un edificio che non può diventare un rudere”. 

r.z.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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