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Condanne confermate per la morte di Giusy

La Corte di Appello di Bari ha confermato le tre condanne inflitte in primo grado per la morte di Giusy Mucciacciaro, la 22enne lucerina che il 16 agosto 2011 perse la vita dopo essere stata sbalzata dalla giostra in movimento “Adrenalina X-treme” allestita nel corso delle Feste patronali.
I giudici hanno quindi riconosciuto le responsabilità di omicidio colposo per Mario Bianchi, di 40 anni di Petacciato, proprietario dell’attrazione e assistito dall’avvocato Giacomo Grasso; Tommaso Pravadelli, 42enne di Verona, e Paolo Tomasoni di 35 anni di Brescia, titolari delle aziende costruttrici della giostra, entrambi difesi dall’avvocato Vittorio Gatti di Alessandria.
Per tutti è stata mantenuta la pena di un anno e mezzo di reclusione già inflitta in primo grado dal giudice del tribunale di Foggia Rita Curci che aveva pure disposto la confisca della giostra e una provvisionale di 40 mila euro a favore della famiglia della ragazza, costituitasi parte civile e rappresentata dagli avvocati Vincenzo Palumbo e Carmen Mastromatteo. 
La procura contestava alcune carenze di carattere tecnico e informativo, poggiando la sua tesi sulla perizia redatta dal professor Luigi Mangialardi, ordinario di Ingegneria meccanica dell’Università di Foggia che ha effettuato anche degli esperimenti sull’attrazione, appositamente rimontata e messa in funzione, simulando la riproduzione di quella situazione dopo aver acquisito i dati corporali della ragazza che spirò a causa delle fratture multiple riportate nella caduta di circa sei metri e per un successivo arresto cardio-circolatorio, così come accertato dall’autopsia.
Durante le udienze, uno degli elementi più importanti è stata la discussione sulla fornitura delle paratie laterali della fila di seggiolini.

Il primo posto a sinistra era quello dove sedeva Giusy Mucciacciaro prima di essere sbalzata all'esterno

In particolare per Mario Bianchi, è stata evidenziata la mancata esposizione di informazioni sufficienti circa l’accesso all’attrazione e il non aver impedito alla giovane, vista la sua grande corporatura, di salire a bordo della giostra, anche perché il manuale di utilizzo prevede il divieto “di far salire persone con dimensioni corporee tali da non consentire un uso corretto e confortevole dei dispositivi di sicurezza dei passeggeri”. In un primo momento a Tomasoni e Paravadelli era stata contestata la mancata realizzazione e consegna dei pannelli laterali all’acquirente e proprietario della giostra, pur essendo previsti nel progetto. 
Per una fatale coincidenza, Giusy Mucciacciaro sedeva proprio nel primo posto a sinistra della fila di 22 seggiolini che si muovevano lateralmente a grande velocità, prima di cadere e trovare la morte dopo poche ore. 

c.g.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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