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Amore, servizio, donazione… la chiamavano Trinità

Vangelo (Mt 28,16-20)
In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo». 

Il commento di Michee Cuttano, diacono
La mattina, quando mi reco a lavoro, passo davanti ad un Santuario della mia città.
E’ dedicato ad un Santo che io amo in modo particolare e che anche gli abitanti della città dove abito si portano particolarmente nel cuore. San Francesco Antonio Fasani, quando si pensa a lui si pensa per tanti motivi ai poveri, ai carcerati e alla Vergine Maria. Per essere sinceri a quell’ora il Santuario è un continuo andirivieni. Vedi tante persone che entrano e dopo poco le vedi uscire che si recano alle loro attività di tutti i giorni. Io, per uno di quei tanti pensieri strani che mi saltano per la mente, identifico il Santuario al mattino come un forno dove entra tanta pasta cruda e dopo qualche istante ne viene fuori quel buon pane caldo e profumato, pronto da essere gustato da un chissà quale prossimo bisognoso…
Tante persone che uscendo o passando si “segnano” con la Croce.
Chissà cosa si cela dietro i loro volti a volte frettolosi, a volte sconsolati, ma all’uscita dalla Chiesa spesso speranzosi. Magari esistenze prima di avere un responso medico, o studenti, lo ricordo ancora che capitava anche a me, prima di un compito in classe o di una interrogazione, o prima di affrontare un viaggio, o un colloquio importante, o prima delle diciamo normali battaglie dei nostri quotidiani… 
Questo  veloce segnarsi con la Croce è un gesto semplice con il quale, magari alcuni senza saperlo, si invoca la Santissima Trinità! Lo so, per molti è anche un gesto scaramantico, pieno di credenze banali… Ma noi dobbiamo farci astuti, dobbiamo capire che dietro a questo gesto c’è una invocazione stupenda: Noi invochiamo la Santissima Trinità!
Anche per la Chiesa, ogni momento celebrativo importante è contrassegnato dalla Trinità.
Ad esempio, nel Vangelo di questa Domenica, Gesù si rivolge ai suoi discepoli e li invia a battezzare tutte le nazioni.
E dice ai discepoli di farlo non invocando il Suo Nome, o quello dello Spirito Santo o quello addirittura di Dio.
Gesù dice ai suoi discepoli di battezzare tutte le nazioni nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Nel nome della Trinità! 
Bene, cari fratelli, tutte quelle volte che noi ci segniamo con la Croce noi invochiamo la Trinità, la facciamo entrare nei nostri cuori!
La Trinità è comunione, comunione di Dio Padre con Gesù Suo Figlio e con lo Spirito Santo.
La Trinità sapete che porta nei cuori che la ospitano?
Chiaramente la comunione con Dio ma anche la comunione con il nostro prossimo!
Posso dire una cosa un po’ fuori moda di questi tempi? La Trinità è l’esempio vero di famiglia da imitare. Diciamoci la verità, stiamo vivendo dei tempi in cui delle realtà “naturali”, scritte nei nostri cuori dalla notte dei tempi, vengono una po’ alla volta cancellate, messe in ridicolo.
La famiglia ad esempio!
La serietà e sacralità della vita matrimoniale e familiare è diventata in questi giorni una vergognosa barzelletta. Sarò all’antica ma io mi scandalizzo di come viene ridotta la famiglia da chi deve dare l’esempio anche in questo. Scusatemi, non mi importa niente se si appartiene a quella compagine politica o ad un’altra e non è un discorso mirato ad una persona singola ma il cristiano deve essere coerente nelle scelte di vita.
Per il cristiano è una questione di scelta di vita da cui non si può transigere, qualsiasi posizione si occupa nella società! Lo dico per l’ennesima volta non si possono servire due padroni! 
Questa società sta perdendo il senso della famiglia, non si tratta di evoluzione come molti vorrebbero far credere, si tratta di distruzione!
Eppure molti dizionari della lingua italiana definiscono “ancora” la famiglia come:
“Nucleo fondamentale della società umana…” .
La Trinità è la famiglia.
Non ci vedete il nesso?
L’etimologia di famiglia viene dal latino familia, da famulus che significa “servitore”.
Servitore è colui che si dedica con fedeltà e devozione a servire una persona…
Come ci fanno ridere le parole “fedeltà e devozione” quando parliamo di famiglia, vero?
Fedeltà e devozione che nascono dall’amore.
Questa è la Famiglia Trinità da imitare nei nostri giorni.
Amore che significa donazione di sé.
La Trinità è la fonte a cui la Famiglia deve attingere.
Le famiglie si sfasciano unicamente e semplicemente per egoismo.
La Trinità è amore che scorre, amore che si realizza nella comunione e nella donazione.     
Noi cristiani siamo chiamati a vivere la Trinità in ogni ambito del nostro vissuto.
La Trinità come comunione nelle nostre realtà parrocchiali.
Sapete, frequento un po’ le parrocchie… e mi rendo conto di quanto sia importante vivere questa comunione trinitaria fra gli ordinati, fra i vari gruppi e fra le varie parrocchie…
Viviamo in una società che si è avviata da anni ad essere multi etnica, non lo dico per fare filosofia ma lo dico semplicemente perché ogni tanto esco a piedi per la mia città e mi guardo intorno e incontro volti di fratelli di ogni nazionalità.     
Come è importante vivere questa comunione, questo senso della donazione trinitaria con il prossimo “Extra” è una parola che per il cristiano non esiste!
Nelle famiglie, sul posto di lavoro, con i vicini di casa…
Vivere la Trinità come forma di comunione-comunicazione, è fondamentale di questi tempi.
Molti drammi nella nostra società nascono dalla solitudine in cui piombano le nostre anime.
Sembrerà strano, siamo nella società della comunicazione, siamo in contatto con migliaia di persone ma ci rendiamo conto di essere tremendamente soli, di non riuscire ad esorcizzare le nostre difficoltà esistenziali.
Siamo in mezzo a tanta gente ma ci rendiamo conto di essere soli dentro.
Dietro ogni dramma dei nostri giorni si nasconde prima un dramma di solitudine, una immensa solitudine in cui veniamo catapultati dalla nostra società evoluta.
Ah se i preti, se i cristiani capissero quanto male c’è nell’abbandonare un fratello che soffre.
Se avessimo la visione di tutto il male commesso nei confronti dei nostri prossimi solo perché li abbiamo lasciati soli, non basterebbero tutte le lacrime dei ministri o dei cristiani di questo mondo! 
La Trinità bussa alla porta dei nostri cuori, la Trinità cerca delle anime che siano disponibili a diventare umili strumenti di Comunione con Dio.
Dai, invochiamo la Trinità insieme per una volta:
Nel nome del Padre che ci ama, del Figlio che ci ama e dello Spirito Santo che ci ama.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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