25/05/2018 15.27.31

Tutolo non ferma la protesta sul tribunale

Si alza a livelli forse mai visti prima lo scontro istituzionale sull’ex palazzo di giustizia di Lucera, con da una parte il sindaco Antonio Tutolo e dall’altra la magistratura. Ormai le accuse sono reciproche, pubbliche e con un finale ancora incerto, sebbene una strada ormai pare tracciata ed è tutta (manco a dirlo) giudiziaria: al suo terzo giorno di incatenamento davanti al cancello dell’edificio, Tutolo ha saputo ufficialmente di essere indagato per omissione di atti d’ufficio, legati proprio ad adempimenti sul sistema di sicurezza e antincendio dell’immobile di proprietà comunale. 
In realtà l’inchiesta a suo carico doveva andare avanti da tempo, perché il provvedimento notificato dalla polizia municipale è un avviso di conclusione delle indagini, di solito atto propedeutico alla richiesta di rinvio a giudizio da parte della procura, nell’occasione firmato dal sostituto Alessio Marangelli che operava proprio a Lucera prima della soppressione del presidio. 
“Il provvedimento mi lascia amareggiato perché non mi aspettavo una reazione del genere – ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa convocata proprio davanti al luogo che sta presidiando da martedì mattina - ma ritengo di avere argomentazioni per motivare il mio operato, vedremo se anche tribunale e ministero faranno altrettanto. Voglio solo ricordare che nel 2015 è cambiata la legge, e proprio al ministero è passata la totale competenza gestionale degli spazi giudiziari. Tanto più per questo palazzo – ha aggiunto – del quale non possiamo disporre almeno fino a settembre prossimo. Loro lo usano, peraltro come deposito, e noi dobbiamo adeguarlo?”. 
Nell’occasione Tutolo ha rinnovato la fiducia nella magistratura ma si è mostrato affatto intimorito, tanto da aver scritto pure al presidente Mattarella, mettendolo al corrente della situazione, e ha annunciato che la sua protesta andrà avanti a oltranza.
Per di più ha fatto un annuncio che sa di provocazione, ma fino a un certo punto: “Penso sia arrivato il momento di chiedere ufficialmente, a tutti gli enti preposti e responsabili, se il palazzo di giustizia di Foggia risponda a tutti i requisiti in termini di sicurezza e igiene degli ambienti in cui lavorano e si recano come utenti anche tanti cittadini di Lucera. Siamo sicuri che nel capoluogo è tutto a posto, ma vorrei che qualcuno me lo confermasse”.
Che lo scontro fosse in atto, ma ancora latente, basta leggere la serrata e tesa corrispondenza che in effetti sta andando avanti da mesi sulle responsabilità e competenze della manutenzione dell’ex tribunale, e soprattutto sui concetti di “ordinaria” e straordinaria”, chiaramente legati tra loro ma con una tempistica che forse rappresenta la vera chiave di lettura della vicenda. 
Tuttavia, per Tutolo la questione è politica e anche economica, nonostante la richiesta risalente al 2014: “Non avevo e non ho alcuna intenzione di spendere soldi dei cittadini di Lucera per una struttura di cui peraltro non possiamo nemmeno disporre, e comunque all’epoca non avevamo le risorse per fare interventi per centinaia di migliaia di euro. Il nostro Comune era in grave difficoltà economica e lo stesso dirigente aveva certificato che iniziative del genere avrebbero messo a serio rischio la stabilità finanziaria dell’ente”.

Riccardo Zingaro 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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