27/05/2018 12.09.09

Tutolo lascia il tribunale, ma non la protesta

La protesta del sindaco Antonio Tutolo per il tribunale di Lucera si è fermata a sabato sera, dopo cinque giorni di presidio con catene, annunci e provvedimenti giudiziari. 
Lo ha annunciato egli stesso su Facebook dando appuntamento ad “altri luoghi (magari Roma)” e soprattutto ad altre modalità, visto che la sua presenza in Piazza Tribunali non ha sortito alcun effetto “ministeriale”, mentre dal tribunale è giunto l’avviso di conclusione delle indagini a suo carico, per mancati adempimenti sui sistemi di sicurezza dell’edificio di proprietà comunale. 
“Sono mortificato dal silenzio del ministero – ha scritto - che ha in uso quei locali di nostra proprietà e che pur avendo l'obbligo di manutenzione dello stabile ha omesso di effettuarla. Penso che un Sindaco che scrive ripetutamente a un'istituzione per evidenziare che esiste un problema debba ricevere risposta. Qualsiasi risposta ma non il silenzio”.
Questa prima fase, tuttavia, resta più che altro un fatto isolato, perché al di là delle solidarietà e gli incoraggiamenti da tastiera, si è registrato ancora una volta poco coinvolgimento fattivo della popolazione. Nei giorni precedenti qualche sussulto si era visto paradossalmente dai Monti dauni, visto che al cancello di ingresso si sono presentati alcuni sindaci dei piccoli comuni vicini, manifestando adesione per un’iniziativa che chiama direttamente in causa gli ambienti della Capitale. In effetti il discorso è parso più ampio, affondando la sua memoria a quel settembre 2013 quando un intero e vasto territorio venne privato del suo storico presidio di giustizia. Perché la questione è sì economica e strutturale, ma chiaramente non è mai sfumato l’aspetto politico di una soppressione che ancora oggi grida vendetta. 
“...essere sindaci e amministratori onesti significa stare in trincea tutti i giorni – ha scritto Antonio Santacroce, primo cittadino di Volturino, uno di quelli che ha dato appoggio a Tutolo, così come Gianfilippo Mignogna di Biccari – e comporta grandi onori e gravosi oneri. Scelte difficili, a volte impopolari quanto necessarie ed ineludibili. La prima cosa che un sindaco ed un amministratore deve fare, però, è difendere il territorio da decisioni scellerate e assurde. Penso che abbia fatto bene, benissimo, Tutolo a protestare per le condizioni in cui versa il palazzo che ospitava il tribunale, che è un immobile prezioso per l'intera comunità dei Monti Dauni e che, magari, potrebbe tornare ad ospitare uno dei più efficienti e gloriosi tribunali d'Italia. E penso che Antonio Tutolo non debba essere lasciato solo. Penso che non si debba denigrare la sua scelta che, evidentemente, era l'unica rimasta. E’, ancora una volta, il momento di trovare un'unità di intenti, un'unità di comunità, di territorio, di popolo. Solo noi possiamo salvarci”.
E in effetti è innegabile che la protesta si sia innestata in maniera vagamente casuale con il dibattito di questi giorni a livello nazionale, visto che il “contratto di Governo” stipulato tra Lega e Movimento 5 Stelle preveda qualche provvedimento correttivo sulla riforma della geografia giudiziaria, addirittura ridando qualche speranza circa la riapertura di tribunali chiusi cinque anni fa. Quanto sia credibile l’intenzione e quanto fattibile sia il progetto sarà solo il tempo a dirlo, e soprattutto la politica a farlo, ma intanto la storia recente e la realtà raccontano che aspettative e illusioni si sono sprecate (e infrante) sui tavoli che dovevano gestire e condurre un settore cruciale della vita di un Paese.
In Capitanata alzi la mano chi pensa che il sistema giudiziario sia migliorato dopo il maxi accorpamento al calderone di Foggia e la conseguente scomparsa di presidi territoriali come lo stesso tribunale di Lucera e tutte le sedi distaccate dal Tavoliere al Gargano. 
Giustizia a rilento con boom di prescrizioni, difficoltà logistiche evidenti e inaccettabili per un’intera provincia sono gli elementi denunciati da tutti gli operatori del settore, dai dipendenti agli avvocati, e finendo naturalmente ai cittadini che sono sempre l’anello più debole di una catena (oltre quella di Tutolo) che però rischia di spezzarsi sul serio. 

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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