05/06/2018 11:10:36

Tutolo e magistratura, avversi e lontani

Con la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini, per mancati adempimenti sui sistemi di sicurezza dell’ex palazzo di giustizia, Antonio Tutolo ha avuto la conferma definitiva di essere finito nel mirino della procura, e in generale della magistratura contro cui sta tenendo una battaglia serrata che affonda le sue origini nel 2014, cioè pochi mesi dopo la soppressione del presidio giudiziario che però è rimasto, come edificio adibito a magazzino, nella disponibilità del tribunale di Foggia.
E lo sapeva da tempo, lo ipotizzava ma ovviamente non ci sperava, tanto che egli stesso ha ripescato dai meandri di Facebook un suo stesso post del 2015 in cui anticipava quanto effettivamente è poi accaduto: “Verrò denunciato come accaduto a Landella e Belgioioso a Foggia – aveva scritto – ma non mi pare giusto utilizzare soldi dei cittadini di Lucera per lavori al tribunale che viene utilizzato come deposito. Ho ben altre priorità e somme a disposizione”.
Comunque sia, l’inchiesta a suo carico in realtà pare solo l’inizio di una vicenda più ampia, visto che potrebbe profilarsi lo stesso percorso per un filone parallelo che riguarda Palazzo De Troia, da anni sede dell’ufficio del Giudice di pace, l’unico rimasto aperto dopo la soppressione del tribunale.
E’ stato lui stesso a rivelare che la Guardia di finanza nelle scorse settimane si è presentata a Palazzo Mozzagrugno per l’acquisizione di documentazione, in relazione agli stessi possibili adempimenti richiesti in Piazza Tribunali. 
“Mi difenderò in tribunale – ha scritto nell’annunciare la sospensione della protesta – e se dovessi essere condannato, accetterò con tranquillità ma con amarezza il responso dei giudici. Sono certo che abbiamo fatto la cosa giusta perché nessuno mi può costringere a spendere soldi che non ho. Adeguare il palazzo con i soldi dei lucerini mi sembrava e mi sembra fuori luogo. Ancor di più perché quei soldi occorrenti non li avevamo. Fino allo scorso anno nemmeno un centesimo avevamo a disposizione”. 
Ma per il Giudice di pace, che ha bisogno di ulteriori spazi per le accresciute competenze, la questione è decisamente diversa, perché si tratta di un presidio aperto e funzionante, e proprio Tutolo sa bene che i comportamenti in questa direzione devono essere diversi. 
“Cominceremo a lavorare all’idea di trasferimento in una parte dell'immobile – ha detto - sempre che ci sia autorizzato da chi oggi detiene quei locali. Già nel 2017 manifestammo la volontà di investire un milione di euro per questa finalità ma da parte del ministero non ci fu alcuna risposta successiva”.
In effetti a febbraio dell’anno scorso era già arrivato un triplice e congiunto assenso “locale” all’ipotesi prospettata dall’Amministrazione comunale, firmato congiuntamente dal presidente del tribunale Corrado Di Corrado, dall’allora procuratore della Repubblica Leonardo Leone de Castris e dal primo dirigente del presidio giudiziario Antonio Toziani, tanto che proprio quest’ultimo, lucerino, era stato pure incaricato di coordinare le operazioni. 
“L’idea sarebbe quella di far rivivere l’immobile comunque in chiave giudiziaria – ha concluso Tutolo - magari allocando in un secondo momento presidi di forze dell’ordine come la Guardia di Finanza, che ci ha chiesto di accollarci il fitto della caserma di Viale Castello, o la Polizia di Stato che sta in una struttura comunale (costruita come asilo nido ma mai impiegata come tale), in modo da liberarla e destinarla ad altri utilizzi a beneficio della collettività”. 

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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