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Corpus Domini: la sostanza oltre la forma

Il programma delle celebrazioni del Corpus Domini a Lucera prevede la santa messa di domenica 3 giugno alle 17.30, presieduta in Cattedrale dal vescovo Giuseppe Giuliano. Al termine, intorno alle 19, avrà luogo la processione che si snoderà per le vie cittadine attraverso il seguente itinerario: Piazza Duomo, Piazza Nocelli, Via Bovio, Via San Domenico, Via IV Novembre, Corso Garibaldi, Via Amendola, Piazza San Leonardo, Via De Troia, Via Frattarolo, Piazza del Carmine, Via San Francesco, Via Zuppetta, Piazza Nocelli, Piazza Duomo. A conclusione della processione, che non effettuerà soste, il vescovo impartirà ai fedeli la benedizione eucaristica.

Vangelo (Mc 14,12-16.22-26)
Il primo giorno degli Àzzimi, quando si immolava la Pasqua, i discepoli dissero a Gesù: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: “Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”. Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi». I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua. Mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio». Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.

Il commento di Michele Cuttano, diacono
Questa Domenica la Chiesa festeggia il Santissimo Corpo e il Santissimo Sangue di Gesù.
La Chiesa è madre e ci viene sempre in aiuto.
Può capitarci che il ripetere di gesti pur importanti, come appunto ricevere il Corpo e il Sangue di Gesù, ci porti ad una sorta di abitudine che addormenta le nostre anime!
Ci vacciniamo anche nei confronti di Dio…
Mi spiego, a modo mio, spero con chiarezza.
Quando noi “facciamo la Comunione”, noi ci cibiamo di Dio.
Non in maniera simbolica, veramente!
Veramente noi diventiamo parte di Dio attraverso questo Sacramento.
Bene, se ci soffermassimo a pensare a quanto facciamo almeno tutte le Domeniche (spero) noi dovremmo andare saltando per la gioia!
Ma tu, hai mai visto dei cristiani che dopo aver ricevuto l’Eucarestia vanno saltando di gioia?
Eppure è una cosa strabiliante, fuori da ogni ottica umana.
Dio che diventa alimento per noi che siamo peccatori.

“Poi prese il calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse: Questo è il mio sangue, il sangue dell’alleanza versato per molti.”
Pensando alla nostra indegnità mi viene in mente il contesto terreno in cui Cristo ha vissuto questa Sua donazione totale.
Era seduto nel luogo preparato per la Pasqua insieme alla Vergine Maria e ai suoi discepoli.
Magari faccio qualche nome…:
Pietro, Matteo, un certo Giuda Iscariota…
Uomini, come me, come te, con un grande carico di debolezza umana nel cuore, magari con un bel tradimento già “programmato”…
Eppure loro ricevono l’Eucaristia direttamente dalle Mani di Cristo!
Gesù, pur sapendo e conoscendo le intenzioni di Giuda, si offre anche a lui, dona il Suo Sangue per lui. 
Sì, Dio propone un’alleanza anche al cuore di Giuda.
Anche a noi, ogni volta che riceviamo il Corpo di Cristo, Dio ci propone un’alleanza.
Vuoi sapere i termini di questa alleanza? 
Il corpo di Cristo in cambio dei nostri peccati!
La Vita eterna in cambio delle nostri morti quotidiane!
Dio che paga il conto dei nostri peccati.
Ora, cari fratelli, di fronte ad una prospettiva di vita nuova che Dio ci dona, noi siamo chiamati a dare una risposta concreta.
Nel momento in cui noi riceviamo dalle mani del Sacerdote (o del Diacono) il corpo di Cristo noi diciamo il nostro “amen”, diciamo il nostro “così sia”.
Questo amen è il nostro “Sì”.
La tentazione in cui possiamo cadere è che il nostro “Sì” rimanga solo pronunciato con le labbra.
In realtà Dio si aspetta da noi un “amen” dalla vita concreta.
Gesù sapeva del tradimento di Giuda e dei rinnegamenti di Pietro;
Gesù conosce tutte le nostre debolezze ma proprio tutte, anche quelle che occultiamo perfino a noi stessi…
Ci sono momenti in cui noi siamo chiamati a scegliere se rinnegare o accettare  Cristo nella nostra storia, nelle pagine della nostra vita.           
Ci sono i giorni della “buona sorte” e ci sono i giorni della “cattiva sorte”.
Ci sono i giorni in cui ricevi le calunnie e gli sputi in faccia per chi doni la vita;
Ci sono i giorni in cui il bene che hai fatto viene ricambiato con tutto il male possibile;
Ci sono i giorni in cui ti chiedi, di fronte a tanto male, il senso della tua vocazione, della tua presenza in un determinato contesto;
Ci sono i giorni in cui diventi, innocentemente, l’oggetto del “gossip” parrocchiale;
Ci sono i giorni in cui diventi frumento nella bocca dei leoni;
Ci sono i giorni in cui vieni tradito e venduto dalle persone più care;
Ci sono i giorni in cui alzi la tua “bandiera bianca” e ti arrendi;
Ci sono i giorni della malattia…
Quelli sono i giorni in cui la nostra vita è chiamata a dire il suo “amen” a Dio;
Quelli sono i giorni in cui viviamo il senso profondo del nostro essere in Cristo attraverso l’Eucarestia.
Domenica siamo tutti invitati a partecipare alla processione del “Corpus Domini”…
Che il nostro partecipare sia il segno esteriore che la nostra vita di tutti i giorni dice “Sì” a Cristo, appartengo a Cristo, sono in Cristo, la mia anima anela a Cristo.
Onorare l’Eucarestia è semplicemente questo: Vivere in Cristo.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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