09/06/2018 11:58:42

Le parentele scomode

Vangelo (Mc 3,20-35)
In quel tempo, Gesù entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare. Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: «È fuori di sé». Gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni». Ma egli li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito. Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa. In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna». Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro». Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».

Il commento di Michele Cuttano
Nel Vangelo odierno Gesù sta vivendo un momento difficile: viene accusato di scacciare i demoni servendosi del demonio stesso. La predicazione di Cristo, è sempre scomoda e proprio a causa di questa scomodità che viene rifiutata o accusata di ogni nefandezza. 
Come è attuale questa Parola per i giorni nostri, quante accuse nei confronti della Chiesa quando questa annuncia la Verità in certi ambiti. 
Come non pensare alla Chiesa quando parla al mondo dell’aborto?
Come non pensare alla Chiesa quando parla al mondo della dignità del corpo dell’uomo e della donna e della sacralità della sessualità? 
Come non pensare alla Chiesa quando parla al mondo della famiglia? 
Come non pensare alla Chiesa quando parla al mondo di economia e delle guerre?
C’è un rifiuto verso Cristo che attraversa e attraverserà tutta la storia dell’umanità ed è grande la tentazione per noi cristiani, quindi anche all’interno della Chiesa, di “adeguarsi” alla mentalità corrente per evitare le persecuzioni, l’isolamento o lo svuotamento delle parrocchie.
Gesù viene a darci una Parola ancora più forte e radicale, sempre nel Vangelo di questa Domenica… 

“Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, lo mandarono a chiamare. Tutto attorno era seduta la folla e gli dissero: «Ecco tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle sono fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che gli stavano seduti attorno, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Chi compie la volontà di Dio, costui è mio fratello, sorella e madre»”.
Pensate che tenerezza e delicatezza nel gesto della Madre di Gesù e dei suoi parenti…
Eppure Gesù non fa “sconti” a nessuno e coglie l’occasione per sottolineare che essere suo parente, essere suo amico non è legato neppure al vincolo della carne! 
Che ammaestramento per noi cristiani… tutte le volte che siamo impegnati nella politica, nel mondo del lavoro, nel sociale…
Non basta affermare di avere una formazione cattolica, presentare il proprio curriculum con studi teologici o anni di “militanza” parrocchiale!
Il cristiano è tale solo ed unicamente se vive la Parola di Dio, altrimenti per Cristo è un perfetto sconosciuto!
Quanti ne conosco di cristiani camaleonti, che nelle parrocchie e nei vari gruppi parrocchiali mostrano atteggiamenti cristiani di distacco dal denaro, di apertura verso il prossimo… e poi nella vita di tutti i giorni vivono situazioni di odio profondo in famiglia (spesso per diatribe di natura economica), sui posti di lavoro sono esperti in bustarelle e raccomandazioni!  
Quanti cristiani si battono il petto la Domenica in Chiesa, dicono di avere le mani pulite e poi fanno false testimonianze per fregare il prossimo.
Essere cristiani è assumere una nuova natura, che ci distacca dalle realtà del mondo, che ci porta a vedere tutte le nostre realtà nell’ottica della vita eterna.
Essere cristiani significa rimettere ogni giustizia nelle Mani di Dio e pregare per coloro che ci perseguitano o che rubano il frutto dei nostri sacrifici quotidiani.
Dura vero?
 Sapete cosa direbbe Gesù a questa generazione?

“Volete andare via anche voi?” 
Vi auguro che la risposta della Vostra vita sia 

“Signore da chi andremo, tu solo hai Parole di vita eterna”

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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