23/06/2018 07:52:56

La vita dalla ‘sterile’ inutilità

Vangelo (Lc 1,57-66.80)
Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei. Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccarìa. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante si aprirono la sua bocca e la sua lingua, e parlava benedicendo Dio. Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui. Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.

Il commento di Michele Cuttano, diacono
So che ci scoraggiamo e vediamo tutto nero, ma sinceramente dobbiamo affermarlo che in ogni tempo ci sono stati esseri umani fedeli a Dio, anche se spesso il mondo li ha considerati inutili…

“Ambedue erano giusti davanti a Dio e osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore”.
E questa fedeltà non si concretizza, come stupidamente siamo abituati a pensare noi, in una vita senza problemi, senza dispiaceri…

“Essi non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni.”
Non aver figli a quel tempo era una maledizione sociale e anche spirituale.
Ciò nonostante questa coppietta rimane fedele a Dio ed è questa fedeltà che li porta a vivere con Dio una fantastica storia.
Diciamoci la verità, chissà quante volte ci siamo chiesti a cosa serva rimanere fedeli a Dio se il mondo va da tutta un’altra parte, se più sei fedele e più ti prendi fregature in questo mondo!
C’è una figura nel brano del Vangelo, Erode, che incarna tutte le cattiverie e le falsità che oggi io e te ritroviamo nel mondo, cattiverie che aggrediscono sempre i più deboli
Già, anche in quel tempo c’era un Erode che conduceva la storia umana. 
L’Erode che ogni epoca dell’umanità ha, che si preoccupa di produzione, di potere, di favoritismi, di corruzione, di ruberie e falsità.
Certamente Erode non si preoccupava per una coppia, una piccola famiglia senza figli e già avanti negli anni, una famiglia tradizionale come diremmo noi oggi e per giunta fedele a Dio…
E invece Dio sa, Dio conosce, Dio vede queste Sue creature, Dio sceglie loro.
Zaccaria ed Elisabetta, oggi nel nostro mondo evoluto dove il mercato segna i ritmi della nostra presunta felicità, sarebbero l’icona della inutilità.
Anziani e per giunta fedeli a Dio!
Avete mai sperimentato questo senso di inutilità nei vostri contesti, quando ti rendi conto che tutta la tua onestà, tutto il tuo impegno… NON SERVE A NULLA!
Che Dio incredibile, sceglie questa indifesa coppia per aprire una strada alla Sua venuta.
Questi due genitori parlano ancora a noi oggi.
Ci parlano di fedeltà a Dio, di osservanza all’Amore di Dio, di coraggio nel seguire la propria vocazione.
Vocazione, che parola misteriosa per molti cristiani, termine che spesso contiene tutto e niente!
Di fronte alla vocazione noi pensiamo ai preti, ai missionari, alle suore e…
dimentichiamo questa piccola e meravigliosa coppia, una coppia scelta da Dio.
E dimentichiamo la nostra vocazione!

“Apparve a lui un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso. Quando lo vide, Zaccarìa si turbò e fu preso da timore. Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccarìa, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni”
La vocazione alla felicità!
Zaccaria ed Elisabetta continuavano, nonostante la loro età avanzata, ad avere fiducia in Dio.
Sapevano che la loro esistenza aveva un senso, per Dio la loro esistenza aveva una motivazione.

Cristiano del 2018, che stai traballando nelle tue speranze a causa di una crisi economica, o a causa di una malattia, o per un abbandono, o per una sterilità interiore che brucia ancor più di quella fisica… 
Questa Parola è proprio per te, per te che ti ritrovi a tirar le somme della tua vita e a trovarti con un bel niente in mano.
Dalla tua sterilità Dio trae la vita!
Zaccaria ed Elisabetta non siete uno scherzo della natura,
siete la dimostrazione concreta di come agisce Dio.
Sapete il significato del Nome Zaccaria?
“Dio ha ricordato”
E sapete il significato del nome Elisabetta?
“Dio è pienezza”
Dio si appoggia alle nostre sterilità,
non sa che farsene dei nostri progetti faraonici!
Oggi la Chiesa festeggia San Giovanni Battista,
ma in questo commento “alternativo” lasciatemi festeggiare questa coppia che ha un solo merito, ininfluente per l’uomo, ma prezioso per Dio: la Fedeltà alla Legge di Dio.  
Festeggiamo San Giovanni, colui che ha preparato una strada a Cristo non solo a parole ma con una vita distaccata da ogni idolo del mondo, che poi ha saputo mettersi da parte, facendosi piccolo, indicando il vero Maestro da seguire: Cristo.
La Chiesa ancoro oggi è figura di San Giovanni.
La Chiesa  è grande e credibile perchè vive staccata dagli idoli del mondo tipo il denaro e si fa piccola indicando il vero Maestro.
Ancor oggi la Chiesa indica all’uomo la strada per la vita.
Sì, anche in tempi di crisi c’è San Giovanni che ci indica la Strada, Gesù Cristo.
E allora coraggio, questi sono gli anni in cui la Chiesa e i cristiani riprendono in mano con coraggio la propria vocazione, la vocazione alla fedeltà verso l’unico e vero Dio!
Apriamoci alla vita, ricostruiamo queste nostre città depresse partendo dall’Amore e dalla VERITA’
Dio ricorda e Dio è pienezza...
           

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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