21/07/2018 07:27:38

Fèrmati!

Vangelo (Mc 6,30-34)
In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare. Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.

Il commento di Michele Cuttano, diacono
Può capitarci in questo periodo, nello svolgere le nostre normali attività, di avvertire una sensazione di tedio…
Magari di avere poca pazienza verso i familiari, di non sopportare in ufficio quel collega particolare, di essere particolarmente “suscettibile” con la suocera, di essere insofferente nell’ascolto dell’omelia in Chiesa…
Insomma tante situazioni di vita che normalmente viviamo che all’improvviso ci diventano pesanti.
Una pubblicità televisiva di qualche anno fa diceva più o meno così:
“E’ arrivato il momento di mettere la freccia”.
Mettere la freccia e uscire dal tran tran quotidiano.
Mi sembra che fosse la pubblicità di una crociera…
Il Vangelo di questa settimana ci presenta una situazione che ha a che fare con il riposo.
I discepoli inviati in missione, vedi il Vangelo di Domenica scorsa, ritornano da Gesù e raccontano le esperienze fatte.
Dovevano essere stanchi perché Gesù rivolge loro queste parole:

“Venite in disparte, in un luogo solitario e riposatevi un po’ ”.
Mentre scrivevo il versetto del Vangelo nella mia mente è passato un fugace pensiero: ho paragonato le mie vacanze, anzi le nostre, con le parole di Gesù.
Sembrano quasi ridicole, per i nostri ritmi di vita, le parole “Venite in disparte, in un luogo solitario e riposatevi un po’”.
Pure le vacanze diventano una battaglia.
Penso a quelle meravigliose spiagge con gli ombrelloni uno sopra l’altro, diremmo “ombrelloni a castello”;
Penso a quelle “sensuali” file di auto ai caselli autostradali;
Penso alle mamme promosse “cuoche del battaglione” per quelle tavolate estive con dieci pargoletti che saltano da tutte le parti a cui si aggiungono i nonnini  insofferenti…;
Penso a tutti gli sguardi sulla spiagge…;
Penso ai “gossip” di chi manca da tempo dalla cittadina natia… 
Un’estate da raccontare…, come tutte le altre…
In realtà, per molti, l’unica realtà da cui ci si stacca veramente nel periodo delle vacanze, è il rapporto con Dio: Mandiamo Dio in vacanza!   
Sono cattivo, vero?
Lo sono ma, purtroppo, anche realista… 
Eppure Gesù si preoccupa dei suoi discepoli invitandoli ad un periodo di riposo…
Un periodo di riposo in Sua compagnia.
Pura fantascienza mistica direte voi, soprattutto d’estate!       
Sai, c’è un momento di riposo anche per l’anima.
Ti sembrerà strano ma l’anima non ha bisogno di mare o di monti o di crociere… 
L’anima, forse abbiamo dimenticato di averla;
Forse abbiamo dimenticato da tempo di fare qualcosa per l’anima;
Forse l’abbiamo dimenticata in parrocchia, magari dimenticata da mesi in un casuale pomeriggio di confessione. 
Come se il suo unico alimento sia un pensiero fugace e occasionale verso Dio oppure ascoltare una Messa… o partecipare alla solenne processione della festa patronale…
Che grandi cristiani che siamo!
Caro fratello, per la tua anima non ho da consigliarti un “Hotel Paradiso” a venti stelle.
Voglio solo dirti:
Da quanto tempo non ti fermi un po’ e ascolti Dio che parla al tuo cuore?
Da quanto tempo non ti fermi con i tuoi figli, con tua moglie e lasci parlare Dio?
Da quanto tempo non ritrovi la tua dimensione di Figlio di Dio?
Da quanto tempo hai dimenticato di chiederti a che punto sei davanti a Dio?
Da quanto tempo non incontri per un minuto di seguito lo sguardo di Dio negli occhi dei tuoi cari?
Da quanto tempo non permetti alla tua anima di pregare con le parole del salmo:
“O Dio tu sei il mio Dio all’aurora ti cerco, di Te ha sete l’anima mia, a te anela la mia carne, come terra deserta, arida, senza acqua …”.
Ora è il tempo opportuno.
Sarebbe un’estate da raccontare…, tornando dal mare…!

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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