05/08/2018 21:16:03

Cominciata la battaglia su Maia Rigenera

Con la prima seduta della conferenza dei servizi celebrata venerdì scorso, è iniziato formalmente l’iter per il rilascio l’autorizzazione ambientale richiesta dalla Maia Rigenera, società partecipata a metà tra Enoagrim (cioè famiglia Montagano) e Gea Futura, di fatto rappresentata da Antonio Salandra, ormai il front man del gruppo che intende occuparsi proprio di rifiuti, oltre che già di energia con la Fortore e la galassia di imprese che gravitano intorno.
La Maia ha recentemente presentato il nuovo progetto di gestione dell’umido con cui produrre bio metano in modalità anaerobica (cioè senza emissioni nell’aria), secondo le intenzioni con un impianto da collocare accanto a quello esistente in contrada Ripatetta che produce compost targato Bio Ecoagrim. 
Il primo appuntamento alla Provincia di Foggia ha avviato la fase istruttoria del procedimento che si prevede lungo e complesso, sia per gli aspetti tecnici da valutare sotto diversi punti di vista, sia per le polemiche politiche che sono già esplose da qualche settimana a questa parte, nonostante gli elaborati siano stati consegnati almeno sei mesi fa. 
Secondo la richiesta dell’azienda, il progetto dovrebbe prevedere un ampliamento dell’attuale stabilimento con il trattamento di 190 tonnellate all’anno di materiale “Forsu”, mentre nel vecchio impianto vorrebbe immettere il cosiddetto “digestato” della prima fase di lavorazione per la produzione di gas, ma anche 42 mila tonnellate di fanghi e altre 32 di sfalci di vegetazione.
Naturalmente si annuncia battaglia con il Comune di Lucera, che ha già posto alcuni paletti, e il gruppo imprenditoriale.
“La Maia può scrivere ciò che vuole sulla sua richiesta – ha subito messo le mani avanti il sindaco Antonio Tutolo – ma per noi resta valido ciò che abbiamo detto nel 2015 in Piazza Duomo, anche alla presenza dello stesso Dario Montagano. Siamo disponibili a rilasciare parere favorevole ma: il nuovo impianto deve sostituire il vecchio che non potrà più lavorare matrice fresca in nessun caso e con quantità non superiori a quelle già autorizzate; tutti i passaggi, nessuno escluso, della lavorazione dovranno essere confinati in ambienti chiusi e quindi senza possibilità di emissioni; dovranno essere confermate le compensazioni ambientali a beneficio della collettività (attualmente si aggirano sui 230 mila euro all’anno, ndr) da utilizzare per miglioramenti ambientali. A ogni modo il parere vincolante del Comune sarà reso solo a seguito di consultazione popolare che faremo in settembre, per cui in conferenza dei servizi porteremo la volontà dei cittadini”.
Allo stesso tavolo di discussione si sono già seduti “Lucera non tace”, un comitato ambientalista con possibili ambizioni elettorali, che sta chiedendo chiarezza e facendo domande sul progetto della Maia definito “il più grande in Puglia e tra i più grandi d’Italia” e proprio in relazione all’impatto ambientale sul territorio e per la salute dei cittadini, Fratelli d’Italia, soggetto politico attivo da poche settimane in città, fortemente contrario alla realizzazione dell’impianto per un “potenziale rischio biologico”, invocando invece una corretta gestione di quello esistente in modalità aerobica, Movimento 5 Stelle che è contrario a causa delle “dimensioni eccessive” dell'opera e delle sua ricettività rispetto alla capacità produttiva del territorio. 

Riccardo Zingaro
 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

Condividi con:

0,0313s.