08/08/2018 08:57:45

Porte aperte a Santa Maria delle Grazie

E’ durata quaranta anni esatti l’attesa per il ritorno dell’ex chiesa di Santa Maria delle Grazie. L’edificio di Via San Domenico era chiuso proprio dal 1978 per problemi strutturali, chiaramente aggravati dal sisma del 1980, tanto che era diventato un rudere crollato in più punti, raggiunto pure da un'ordinanza sindacale di abbattimemento e ormai dimenticato dai pochi che ne serbavano un lontano ricordo. 
Tutto era iniziato con un’iniziativa risalente al 2012 del vescovo Domenico Cornacchia (il grande assente alla riapertura) rimasto in carica fino all’inizio del 2016, e dopo tre anni di lavori, e un co-finanziamento di 458 mila euro assegnato nel 2015 dalla Cei con i fondi dell’8x1000, è tornato in vita lunedì sera, giornata speciale in cui sono coincisi la festa canonica della Trasfigurazione, l’anniversario della nascita di San Francesco Antonio Fasani e i solenni funerali di monsignor Raffaele Castielli, primo vescovo della diocesi di Lucera-Troia.
Ed è stato l’attuale pastore Giuseppe Giuliano ad inaugurare in maniera laica la struttura di rica 400 metri quadri che a breve sarà resa nuovamente luogo di culto, con apposita consacrazione e nuova intitolazione, per ora top secret ma quasi certamente diversa rispetto a quella antica, nel frattempo attribuita alla parrocchia della zona 167.
Sarà chiesa vera e propria ma anche con funzione di “aula liturgica” che il vescovo ha avocato alle sue dirette dipendenze, con la possibilità di ospitare appuntamenti e iniziative di carattere pastorale e spirituale (convegni, mostre, rappresentazioni), e quindi non solo celebrazioni eucaristiche per le quali non esiste ancora un calendario.
Per favorire la fruizione libera, in questi giorni sarà aperta al pubblico che in realtà ha già affollato l’evento iniziale tra ricordi e curiosità, e all’interno si potranno notare soprattutto un crocifisso ligneo del 400 che domina la zona absidale e alcune statue di santi, in gesso e risalenti al secolo scorso, tutto materiale artistico proveniente da altri luoghi della diocesi.
Dal punto di vista storico, l’edificio risale al XVI secolo come chiesa originaria su cui sono intervenuti successivi ampliamenti e ristrutturazioni nell’800, sempre come luogo annesso all’antico “Ospedale delle Cammarelle” che operava accanto fino al 1963 e fondato dai domenicani nel XIV secolo, pare addirittura dallo stesso beato Agostino Kazotic e poi affidato alla confraternita ospedaliera di Santa Maria delle Cammarelle.
Dal punto di vista tecnico, il fabbricato in questi decenni era diventato sostanzialmente un ammasso di macerie che si sarebbe dovuto solo terminare di abbattere (nemmeno la Soprintendenza aveva posto vincoli), ormai praticamente inesistente e in condizioni disastrose, tanto che sono stati rimossi circa 500 metri cubi di detriti per poi avviare il vero lavoro di recupero e ricostruzione che ha permesso di ritrovare un paio di altari laterali e lasciare visibili alcune altre tracce dell’antica chiesa completamente rinnovata dal tetto al pavimento.

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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