28/08/2018 08:02:58

Lucera è sporca, chi pulisce?

Con l’annuncio della formazione di una short list per l’assunzione di 15 persone a tempo determinato nella Tecneco, si apre di fatto un nuovo capitolo della gestione dei rifiuti a Lucera, anche se il filo conduttore della ditta foggiana resta sempre praticamente lo stesso fin dal secolo scorso. 
Tra rinnovi discussi, proroghe prolungate e appalti sospirati, l’igiene urbana a Lucera non ha mai vissuto periodi completamente tranquilli, mentre si può affermare con certezza che da alcuni anni la parabola della pulizia in città sta disegnando un percorso sempre più negativo. 
Che Lucera sia chiaramente sporca ormai lo sanno anche le pietre, solo che è difficile farlo ammettere all’Amministrazione comunale prima e alla dirigenza dell’azienda dopo, manifestando un’evidente sottovalutazione di una situazione che è ai limiti dell’indecenza, non solo nelle zone rurali (sempre più terra di nessuno) ma anche in pieno centro urbano. 
E gli abbandoni di sacchetti di spazzatura da parte di imbecilli e incivili sono solo una parte del problema, perché il grosso è invece rappresentato da immondizia in libertà che si trova ovunque e in ogni quartiere, chiaro sintomo di un servizio di spazzamento perlomeno carente, se non proprio inesistente. D’altro canto ci sono le centinaia di segnalazioni visibili sui social a testimoniarlo, mentre per risolvere temporaneamente il problema ormai è di dominio pubblico un sistema onestamente efficacissimo. Basta inviare la foto di luogo e sporcizia al sindaco oppure alla dirigenza della Tecneco e nel giro di pochissimo tempo arriva l’operatore e provvede. 
Ma è una cosa seria intervenire così?
La situazione è talmente fuori controllo che ormai ha un valore sempre più relativo il ritornello: “Tra chi sporca e chi pulisce vincono sempre i primi”, perché bisognerebbe anche chiedere dove la gente dovrebbe gettare i rifiuti se cammina in una città e per strade completamente sprovviste di un cestino.
E’ pur vero che il nuovo appalto sta prendendo finalmente il via ed è prevista una massiccia installazione di contenitori, ma i lucerini (specie quelli che pagano la Tari) sono stanchi di anni di indubbia superficialità nello svolgimento del servizio su cui girano tante voci, spesso a conoscenza anche degli stessi amministratori che cercano di minimizzare. Perché sono i loro stessi smartphone, per esempio, a contenere le immagini di degrado e inefficienza, oppure di netturbini che dormono in macchina sul posto di lavoro, o racconti di operai “poco lucidi” nello svolgimento del lavoro o visibilmente assenteisti, oppure ancora di scarsa attenzione (per così dire) nella suddivisione dei rifiuti ai fini della raccolta differenziata fatta al centro raccolta, peraltro uno dei luoghi più sudici in assoluto.
Perché la percentuale (da cui dipendono le aliquote per il pagamento) aumenta o diminuisce non solo con un’utenza diligente ma pure se il materiale accumulato poi finisce nella destinazione più appropriata. 
Si tratta di racconti e situazioni riferite da più persone e in periodi diversi, quindi difficilmente inventati per screditare, e dove appare sempre più chiaro che non si tratta più solo di qualche mela marcia tra il personale ma di un albero che sta crescendo male, dopo un inizio oggettivamente incoraggiante.
Chi sa bene come siano andate certe assunzioni sa anche meglio dove sia uno dei problemi principali di tutto il sistema, ma siccome non risulta che ci siano ritardi o difficoltà nell’attribuzione degli stipendi (su cui peraltro si favoleggia di buste paga gonfie… anche di straordinari), forse è il caso di tornare a tirare le briglie e pretendere il rispetto degli impegni stabiliti con i soldi dei lucerini. 
E non di quelli, tanto per dire, di Orta Nova.

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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