29/08/2018 07:27:05

Maia Rigenera tra attese, silenzi e misteri

Con settembre ormai alle porte, sta per tornare di grande attualità la delicata questione del progetto della Maia Rigenera, la quale intende costruire uno stabilimento di generazione di bio metano in modalità anaerobica, affiancandolo alla Bio Ecoagrim che a sua volta sta per riaprire i suoi cancelli (8 settembre) alla ricezione della frazione umida con cui produce compost per l’agricoltura. 
Il successivo appuntamento della conferenza dei servizi, avviata a inizio agosto per l’eventuale rilascio dell’autorizzazione ambientale richiesta dalla ditta, non è stato ancora fissato, ma nelle ultime settimane il dibattito è rimasto vivo tra favorevoli e contrari. Lo scenario pressochè certo è che la questione promette di esplodere nei prossimi mesi per poi finire inevitabilmente nella campagna elettorale di primavera, mentre settembre dovrebbe essere già quello buono, secondo quanto annunciato dal sindaco Antonio Tutolo, per la consultazione popolare a cui affidarsi per fornire il parere di competenza del Comune di Lucera. 
Ma al di là degli aspetti tecnici e procedurali che faranno il loro corso nel breve futuro, restano comunque alcuni interrogativi sulla vicenda, tra posizioni politiche e atteggiamenti mediatici che destano qualche perplessità. 
Per esempio, risulta difficile decifrare le argomentazioni di alcuni che stanno apertamente osteggiando un progetto invocato da anni da Dario Montagano, socio a metà con la sua Enoagrimm assieme al gruppo Fortore Energia, fino a poco tempo fa ritenuto ed esaltato dagli stessi come un imprenditore virtuoso e quasi illuminato. Qualcuno deve aver cambiato idea o qualcosa deve essere cambiato, ma entrambe le ipotesi hanno bisogno di conferme che magari arriveranno a breve.

Stefano e Dario Montagano, i due membri della famiglia maggiormente coinvolti nel progetto Maia Rigenera

Eppure i Montagano hanno sempre lamentato ostacoli all’evoluzione industriale in anaerobico, dallo stesso Dario definita come la soluzione al problema “puzza”, ma ancora non hanno manifestato la legittima difesa dell’iniziativa concertata assieme ad Antonio Salandra che rappresenta un gruppo di imprese dedicate storicamente alla produzione di energia alternative. 
La famiglia Montagano è silente da parecchio tempo, circostanza piuttosto insolita per chi è sempre stato abituato a una grande esposizione mediatica, con dichiarazioni, comunicati e trovate anche a effetto per tutelare le proprie posizioni.  
Questo è uno dei misteri di una vicenda in cui finora appare solo una parte del quadro complesso che si intravede alle spalle. 

r.z.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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