07/09/2018 08:45:39

Montagano: ‘Troppe chiacchiere su Maia Rigenera’

“Su questa vicenda c’è troppa disinformazione, troppo inquinamento politico e la gente non capisce. Ma devono essere i tecnici a trattare l’argomento, i nostri che devono spiegare e quelli che devono poi valutare la bontà del progetto”.
Per la prima volta da quando è nata Maia Rigenera, l’azienda che ha chiesto di realizzare un impianto di produzione di bio metano a Contrada Ripatetta, parla Dario Montagano, capo famiglia che rappresenta il 50% della società con il partner Fortore Energia che si occupa da sempre di fonti alternative.
Luceraweb lo ha sentito dandogli la possibilità di replicare alle accuse che stanno piovendo da più parti sull’iniziativa imprenditoriale, definita inutile dal punto di vista ambientale e dannosa per la salute, con un fronte del dissenso animato dal Comitato “Lucera non tace” e con il coinvolgimento di alcuni soggetti politici, alcuni con evidenti aspirazioni elettorali.
“Illustrare il progetto non spetta a me ma ai tecnici incaricati – ha affermato Montagano – partendo anzitutto dallo specificare che noi vorremo produrre bio metano e non bio gas. Sono due cose completamente diverse, perché il primo va direttamente nella condotta ed è estratto da frazione organica, mentre il secondo comporta emissioni ed è prodotto con elementi che possono essere anche inquinanti. D’altro canto il metano è il futuro in tema di energia”.

Se il problema è soprattutto di natura informativa, farete qualcosa per spiegare la questione secondo il vostro punto di vista?
“Non siamo tenuti a farlo, faremo parlare i tecnici che dovranno convincere altri tecnici chiamati a decidere, solo sulla base delle carte e senza alcuna pressione politica o spinte emozionali che si creano in queste occasioni”.

Quindi la popolazione non deve partecipare al processo decisionale?
“La decisione non spetta né alla politica né alla popolazione, ma ai tecnici. E io sono fiducioso. A ogni modo la gente deve capire che si tratta di differenze non da poco, senza fare confusione tra bio metano e bio gas, così come non bisogna allarmarsi sui quantitativi da trattare, perché sono gli stessi che arrivano già oggi. E poi ho sentito tante chiacchiere sul digestato e le sue caratteristiche, ma per me sarebbe controproducente non trasformarlo in compost buono per l’agricoltura. Però c’è sempre chi deve fare obiezioni, sollevare problemi, dire la sua, e si crea una situazione a tutto vantaggio della politica con i rispettivi schieramenti. E non è giusto, perché tutto ciò va poi a discapito del progresso”.

Molti ritengono che basterebbe una migliore gestione dell’attuale stabilimento Bio Ecoagrim per risolvere il problema della puzza, lo spauracchio dei lucerini e dei foggiani. Voi sareste in grado di adempiere a questa ipotesi?
“Tanti si sono lamentati della puzza ma nell’attuale regime aerobico non potrà mai essere eliminata del tutto, così come non potrà mai chiudere l’impianto esistente perché siamo a posto su tutto, visto che abbiamo adempiuto a tutte le prescrizioni che ci sono state imposte. Chiedere altro sarebbe una presa in giro. Se invece realizzassimo il nuovo impianto, le emissioni sarebbero azzerate perché la produzione avverrà in ambiente chiuso”.

Una planimetria dell'impianto richiesto da Maia Rigenera

Quali e quanti investimenti avete stimato, e con quali ricadute occupazionali?
“Abbiamo ipotizzato l’assunzione di un’altra ventina di persone oltre alle attuali quarante impiegate. Queste sono iniziative industriali che non ho certo inventato io e da altre parti godono di finanziamenti pubblici. Anche noi li chiederemo, visto che per costruire lo stabilimento ci vorranno 40 milioni di euro, e senza di essi non andremo da nessuna parte, per cui se non riusciremo ad averli, o qualcuno ci ostacolerà, allora rimarremo così come stiamo con l’attuale stabilimento. A quel punto non ci importerà più nulla, ma almeno avremo dimostrato la buona volontà di risolvere il problema della puzza ai lucerini”.

Riccardo Zingaro
 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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