11/09/2018 08:45:27

Maia Rigenera e la promessa del camioncino

Tutto è nato sopra il camioncino, tra scambi di promesse (e di cappotti), in una sera del 2015 in Piazza Duomo quando Antonio Tutolo e Dario Montagano si ritrovarono una volta tanto concordi su un punto: la riconversione della Bio Ecoagrim in regime anaerobico, cioè senza emissioni nell’aria, avrebbe risolto il problema della puzza. Il secondo, imprenditore, chiedeva via libera al progetto, il primo, sindaco, assicurò il sostegno qualora fossero stati rispettati alcuni criteri, tra cui quello che il vecchio impianto (cioè quello attualmente in funzione) avrebbe operato solo in relazione al nuovo, senza trattare matrice fresca. 
Dopo vari tentennamenti, tra proposte avanzate e progetti auto-ritirati, a febbraio di quest’anno si è materializzato il nuovo piano industriale, tuttavia targato Maia Rigenera, ossia una società tra la famiglia Montagano con la sua emanazione agricola denominata “Eno Agrimm” e il gruppo di Fortore Energia con a capo Antonio Salandra, da sempre impegnato nelle energie rinnovabili. E in effetti lo stabilimento prevede la produzione di biometano dai rifiuti umidi, e poi quella del compost per l’agricoltura, ma solo dal cosiddetto digestato, vale a dire lo scarto non più utilizzabile per la creazione del combustibile gassoso che sarà immesso direttamente nella condotta della Snam. 
L’Amministrazione Tutolo nelle ultime settimane è finita nella bufera, perché accusata di favorire un’iniziativa dai potenziali rischi ambientali e per la salute dei cittadini, e così ieri mattina in una conferenza stampa ha illustrato la sua posizione.
“Fino a maggio scorso nessuno, e dico nessuno, aveva sollevato dubbi e critiche all’idea imprenditoriale – ha spiegato il sindaco Antonio Tutolo - anche perché centinaia di persone tre anni prima avevano ascoltato in piazza gli impegni reciproci che io e Montagano avevamo preso. Tanti di quelli che oggi gridano alla mostruosità del progetto, erano gli stessi che sostenevano apertamente quella soluzione e sulla quale eravamo ovviamente favorevoli poiché non erano state sollevate controindicazioni. Noi siamo quindi rimasti coerenti con quella promessa, ma da qualche mese a questa parte tutto è cambiato, improvvisamente io sarei diventato addirittura amico di Montagano. E invece c’è chi ha cambiato idea, avrà avuto le sue buone ragioni, ma non può certo dire che siamo stati noi a mutare posizione”. 
Uno degli elementi di maggiore discussione, e contestazione, è la famosa lettera alla Provincia con la quale Tutolo a maggio ha sollecitato, anzi caldeggiato, l’avvio della conferenza dei servizi, addirittura scavalcando l’iter cronologico di presentazione. “Erano ancora i giorni in cui nessuno diceva nulla, non era arrivata nemmeno un’osservazione e quindi avevamo chiesto di procedere speditamente – ha aggiunto Tutolo – per il rischio di un’azione legale da parte di Maia Rigenera, perché erano già scaduti i termini di 90 giorni entro cui il tavolo tecnico sarebbe dovuto partire. Quando poi, successivamente, abbiamo visto proteste e critiche, allora abbiamo fermato tutto, ricorrendo a un approfondimento della materia e allargando quanto più possibile la partecipazione popolare, fino ad arrivare al referendum, perché nessuno deve decidere al posto della città”.
Nell’occasione Tutolo ha quindi annunciato la promozione di specifici incontri pubblici ai quali saranno invitati esperti del settore, mentre l’Amministrazione si avvarrà della consulenza del Dipartimento di Agraria dell’Università di Foggia.
“Vogliamo che siano tutti in grado di esprimersi e informarsi adeguatamente, cosicchè al minimo dubbio saremo i primi a bocciare il progetto, mentre finora abbiamo assistito a menzogne e disinformazione ad arte, giocando sulla paura delle gente. Un esempio? L’autorizzazione all’ampliamento dei capannoni della Bio Ecoagrim non è legata al nuovo impianto ma a vecchie prescrizioni risalenti all’anno scorso e applicate all’attuale, il quale deve ridurre il più possibile le emissioni con nuovi ambienti di lavorazione al chiuso”.

Nel frattempo le schermaglie tecniche stanno andando avanti tra Comune e Maia Rigenera, perché da Palazzo Mozzagrugno è partito un preannuncio di parere negativo dopo aver constatato che l’azienda ha dichiarato di non voler adempiere alla condizione di mantenere gli stessi quantitativi di materiale da lavorare (ossia 177 mila tonnellate annue a fronte delle 262 mila richieste), rimandando la singola questione alla discussione tecnica.
“Pare che questa intenzione sia già rientrata – ha rivelato Tutolo – per cui vedremo quali saranno i passi da compiere. Un fatto è certo: questa partita, in un modo o nell’altro, si dovrà chiudere prima delle elezioni amministrative della prossima primavera”.

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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