26/09/2018 07:56:02

Maia Rigenera e le domande senza risposta

Si fa presto a chiamarlo ex. L’impianto Bio Ecoagrim è ancora lì e ci sarà anche dopo, o inglobato in Maia Rigenera o da solo.
Questa, al momento, è l’unica certezza. E da essa bisogna partire per cercare di trovare il bandolo di una matassa sempre più ingarbugliata in cui, in mezzo alla lana aggrovigliata, sono finiti (a proposito di rifiuti) gli scarti di produzione di una campagna elettorale già iniziata al veleno. 
Ma andiamo con ordine. 
Ad oggi il sindaco di Lucera Antonio Tutolo rimane sulla sua posizione: far decidere alla popolazione, attraverso un referendum, se permettere che a Ripatetta si passi dall’aerobico della Bio Ecoagrim all’anaerobico della Maia Rigenera (società costituita dalla Enoagrimm dei Montagano e da Fortore Energia) per produrre biometano.
Ad oggi, dopo settimane di attacchi più o meno violenti e implacabili sui social, adunate e incontri, la famiglia Montagano è silente sull’argomento. (Leggi l’intervista esclusiva di Luceraweb). L’unica cosa che si è capita è che, se il nuovo impianto non dovesse realizzarsi, lui, Dario Montagano, starebbe bene come sta adesso: con le sue 173mila tonnellate all’anno che già gli arrivano e le decine di camion al giorno che gli conferiscono la materia prima. Ogni giorno da un decennio. 
Il suo principale nemico, quello che sulla “puzza” e l’aria pulita ha costruito buona parte della sua ascesa politica, cioè Tutolo, è di fatto, altrettanto silente.
Attualmente a parlare sono solo comitati pre o para elettorali e singoli cittadini che appoggiano più o meno consapevolmente le tesi diramate ad orologeria sull’argomento, ipotesi spesso rafforzate da video anonimi e meme. E questo la dice lunga sul tipo di battaglia che si sta combattendo sulla pelle dei lucerini.
Ma c’è un terzo soggetto che è silente: l’opposizione politica a Palazzo Mozzagrugno. Sì, perché anche se mancano 10 mesi alle elezioni, è pur vero che Lucera ha ancora un consiglio comunale. In situazioni normali sono gli avversari politici di un’amministrazione che, fosse pure soltanto per mettere in difficoltà l’altra parte, si esprimono su una vicenda.
Ma si è capito bene da tempo che su questa faccenda tutto è poco chiaro. 
Se, come è stato già scritto, Tutolo è finito in trappola e forse vede nel referendum una via per uscirsene, i lucerini come possonno cavarsela? 
Ma davvero si pensa che spiattellando sui social decine di pagine di documenti la gente possa prendere una decisione serena su un argomento così importante come la salute pubblica con impressa sullo sfondo, dipinta ad arte e a lettere cubitali, la parola tumore?
Ma davvero si pensa che ci sia qualcuno che si esprimerà a favore di un altro impianto dopo il “rumore” che si sta creando?
Da che mondo è mondo un politico viene eletto per compiere delle scelte per il popolo e a vantaggio del popolo. Altrimenti che rappresentante del popolo è? È pur vero che Lucera nella sua storia amministrativa non può sempre vantare degli esempi virtuosi, anzi, tuttavia passare la patata bollente direttamente ai cittadini nemmeno è concepibile.
Perché per quanti documenti pro o contro possa visionare un comune cittadino su un qualunque argomento, non è messo nelle condizioni di decidere. E se poi una delle parti comincia ogni frase con la parola “cancro”, ogni scelta è inquinata in partenza. La paura prevale sul libero pensiero. 
La dimostrazione è che si è arrivati all’assurdo di contrapporre le tesi di un medico, finora sconosciuto a queste latitudini, a quelle di un documentario di Super Quark. Cos’è, uno scontro di autorevolezza?
E allora, in questo contesto in cui ognuno si sente libero di dire la sua su un tema estremamente complesso e importante per il futuro della città, la parola andrebbe lasciata al cosiddetto “uomo della strada”, quello che in teoria dovrebbe riportare il ragionamento a livello base e andare al cuore delle questioni. Perfino lui ha capito che qualcuno, guidando una finissima strategia non ancora rivelata del tutto, sta facendo in modo che dalla padella i lucerini vedano la brace e che, terrorizzati, scelgano di rimanere nella padella. 
L’uomo della strada, quindi, porrebbe le domande più banali, quelle a cui però finora nessuno ha risposto. 
La prima è per Tutolo: ma lei, sindaco, da cittadino, al referendum che cosa voterebbe?
La seconda è per i vari comitati pro salute (spuntati quasi tutti solo contro il biometano): se il progetto Maia Rigenera dovesse naufragare, come vi augurate, come pensate di risolverlo il problema emissioni dell’attuale impianto che non sparirà ma sarà sempre là col suo aerobico tanfo? Qualcuno sa veramente cosa significa l'espressione generica "BAT di settore"? State studiando qualche mossa concreta e particolare per arginare il fenomeno o lascerete di nuovo Tutolo a combattere da solo? E se il prossimo anno ci fosse un altro sindaco? Siete pronti a contrastare quello che finora ha affrontato lui fuori e dentro i tribunali? Se gli esperti che avete interpellato sostengono che sostanzialmente con l’anaerobico l’aria viene contaminata da elementi chimici, sapete dire che cosa sta respirando da anni la popolazione lucerina con l’aerobico? 
E questa poi è per tutti: i tumori di oggi, non quelli ipotetici del futuro, di chi sarebbero colpa? 

Enza Gagliardi

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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