26/10/2018 17:47:57

Effetto domino dall’aggressione al lucerino

Tentato omicidio aggravato dai futili motivi e detenzione illegale di armi. Sono queste le accuse contestate dalla procura di Foggia ad Aleandro Di Fiore, il 37enne che sabato sera avrebbe aggredito alle spalle un giovane di Lucera fuori dalla discoteca Domus dopo un litigio verbale. Il corpo metallico incastrato nella mandibola del 18enne si è rivelata effettivamente un'ogiva di proiettile di piccolo calibro 7.65, sparato, secondo la Squadra mobile, dall’uomo che stava svolgendo attitivà di buttafuori all’esterno del locale.
E come un effetto domino, da questo episodio sono scaturite numerose conseguenze di carattere amministrativo e penale, tutte emerse a seguito di indagini e ulteriori approfondimenti da parte del personale della questura.
Il Domus, per esempio, è stato chiuso per 30 giorni a seguito di provvedimento del questore Mario della Cioppa, poiché dopo i controlli effettuati sui nominativi dei 13 addetti alla security impiegati sabato notte, 4 sono risultati privi di autorizzazione, o perché mai conseguita, in due casi scaduta di validità, compreso lo stesso Di Fiore. Per il Domus non si tratta della prima volta, visto che a novembre scorso furono scoperti altri due addetti abusivi, con relativa contestazione ammininistrativa per migliaia di euro, mentre almeno altri tre episodi di violenza, comunque meno gravi di quello di sabato scorso, sono stati registrati negli ultimi dodici mesi.
E un altro risvolto si è avuto questa mattina, quando è stato rivelato che quella notte di fatto ha provocato altri tre arresti effettuati nella giornata di ieri. A finire in manette sono stati tre insospettabili e incensurati: Renato Console di 28 anni, e i suoi genitori Antonio di 59 anni (entrambi detenuti in carcere) e Lucia Tolve di 55 (posta ai domiciliari), accusati di essere complici del figlio nella detenzione di un vero e proprio arsenale costituito da 2 pistole cal. 9x21 con matricola abrasa e relativi caricatori, 2 revolver cal. 38, 1 pistola semiautomatica con annesso caricatore rifornito di tre colpi, 1 penna modificata a pistola cal. 22, 1 similarma, 1 silenziatore, 1 canna cal. 7.65, 1 giubbotto antiproiettile e un centinaio di cartucce di vario calibro.

A Console si sarebbe arrivati per caso, perché si trovava in compagnia di Di Fiore poco dopo l’aggressione del Domus, quando entrambi sono stati sottoposti a normale e casuale controllo di polizia. Gli investigatori, dopo le attribuzione di responsabilità dell’aggressione al buttafuori, hanno messo insieme i suoi collegamenti e le sue frequentazioni, perquisendo l’abitazione di Console, trovando prima uno sfollagente simila a quelli presenti a casa di Dio Fiore, e successivamente facendo la clamorosa scoperta in un borsone nascosto, anche se non risulta rinvenuta l’arma con cui è stato colpito alla nuca il giovane lucerino.

Red.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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