05/11/2018 01:11:12

Legge di bilancio, pace fiscale, bandi Ismea

PACE FISCALE
Il 24 ottobre 2018 è stato pubblicato sulla G.U. il decreto legge 119 che regola la cosiddetta “pace fiscale”.
Senza entrare nei particolari, il decreto prevede un condono tributario che si articola in quattro “sottocondoni”.
Il primo è la dichiarazione integrale speciale che permette di aumentare (massimo del 30%)  gli importi già dichiarati nel periodo 2013/2017. Sul maggior imponibile si pagherà un’imposta del 20% con possibilità di rateizzarla in 5 anni.
Il secondo “sottocondono” riguarda le liti fiscali; in pratica, chi ha in corso un ricorso tributario, potrà definirlo in maniera agevolata pagando solo le imposte senza interessi e sanzioni, oppure il 50% delle sole imposte o, infine, il 20% (dipende dal grado di giudizio e dall’esito della sentenza).
Con il terzo “sottocondono”, la cosiddetta “Rottamazione ter”, torna la terza edizione della rottamazione dei ruoli esattoriali. In pratica, si tratta di pagare solo le imposte senza sanzioni e interessi per il periodo 2000-2017. Il pagamento avverrà con due rate semestrali in 5 anni.
Il quarto “sottocondono” è automatico. Tutte le cartelle esattoriali dal 2000 al 2017 inferiori a 1.000 euro saranno annullate dal Fisco. Per questo quarto condono non c’è bisogno di alcuna presentazione di richiesta da parte del contribuente. 
E’ evidente che chi accede al primo condono (dichiarazione integrativa speciale) non dovrebbe più essere oggetto di controlli e verifiche da parte del Fisco il quale, invece, si “concentrerà” sugli altri.

FATTURAZIONE ELETTRONICA (non è quella della P.A.)
Dal 1 gennaio, una vera e propria rivoluzione fiscale interesserà i contribuenti. 
L’introduzione della fatturazione elettronica è una riforma del modo di gestire la propria azienda e di tenere la contabilità. La legge ha previsto che la fattura cartacea non debba più esistere e viene sostituita da quella elettronica. In pratica, dopo aver adempiuto ad una serie di operazioni informatiche di notevole complessità, ognuno avrà un proprio codice identificativo che deve portare a conoscenza  di tutti i suoi clienti e fornitori. 
All’atto di emettere una fattura, dovrà compilare la stessa con un software apposito e la spedirà al sistema di interscambio (detto SDI) che, in pratica, è l’Agenzia delle Entrate. 
L’Agenzia delle Entrate acquisirà tutti i dati della fattura (IVA e imponibile) e verificherà se la fattura è correttamente compilata. Se tutto è a posto, la invierà al cliente sulla sua Pec (l’IVA sarà detratta solo al momento di lettura della Pec). Se, invece, la fattura non è corretta (ad esempio descrizione imprecisa, mancanza di un elemento, etc…) la rinvia a mittente per correggerla e re-inviarla. 
Analogo discorso vale per i fornitori, cioè per le fatture di acquisto.
Dal 1° gennaio, quindi, tutte le transazioni avranno non più due parti (venditore e acquirente), bensì tre (venditore, Agenzia delle Entrate, acquirente).
A scadenza del mese o trimestre, l’Agenzia delle Entrate, avendo già tutti i dati, invierà l’F24 precompilato da pagare o modificare qualora in presenza di variazioni.
Quanto appena detto induce ad una serie di riflessioni.
La prima, che bisogna intraprendere da ora una scelta, cioè se si è in grado da sé di assolvere il nuovo obbligo oppure delegare il proprio consulente (con un certo aggravio del costo della contabilità dovendo lo stesso professionista incrementare il personale, le attrezzature, i programmi, etc…).
Una seconda riflessione è che la fattura elettronica va emessa entro 10 giorni dall’operazione a prescindere dal pagamento, quindi i tempi sono brevissimi. E’ evidente che nel caso di ricorso al consulente, la fattura dovrà essere inviata in tempi ristretti, perché le tempistiche richiedono una grande attenzione.
La terza riflessione è che, per non versare IVA e tasse in maniera esagerata, bisognerà “controllare e monitorare” sempre l’andamento degli acquisti e delle vendite.

AGRICOLTURA
L’ISMEA ha messo a bando due diverse tipologie di finanziamento. 
Il primo riguarda il ricambio generazionale fra un giovane con un massimo di 40 anni d’età che si voglia insediare, attraverso acquisto, in un’azienda agricola il cui titolare abbia almeno 65 anni. Il richiedente deve impegnarsi a subentrare entro tre mesi dall’accoglimento della domanda. Il finanziamento è pari ad un mutuo del 75% dell’investimento (5-10-15 anni) a tasso zero o, in alternativa, a un fondo perduto pari al 35% dell’investimento più un mutuo agevolato e tasso zero sino al 60% dell’investimento.
Il secondo bando, con le stese agevolazioni, riguarda l’ampliamento e il miglioramento fondiario. Sono finanziabili opere agronomiche, costruzioni e ristrutturazioni di immobili, impianti, etc… Le aziende richiedenti devono essere attive da almeno due anni ed essere in condizione finanziaria sana. Per entrambi i bandi, il tetto massimo di finanziamento è pari a 1.500.000 euro. Le domande saranno protocollate in base alla data di presentazione, quindi è opportuno attivarsi da subito.
Per informazioni più dettagliate è possibile rivolgersi allo Studio Viola.

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